Montoro: Don Chisciotte, Sancho Panza e la battaglia dei mulini a vento

timthumb

A Montoro le elezioni amministrative del 2014, sembravano che ci avessero consegnato un’amministrazione composta, in modo allegorico, da un Don Chisciotte e dai sui fidi scudieri rappresentati da Sancho Panza, del omonimo capolavoro di Cervantes. Vi erano stati un crescendo di annunci rivoluzionari, un nuovo alle porte, il meglio che doveva arrivare nella nostra città, grida spagnolesche, promesse messianiche.

Ma di tutta questa rivoluzione, ad oggi, non sembra esserci traccia.

Sciabolate erano state annunciate per la risoluzione della problematica ambientale e del risanamento della Solofrana.

È pur vero, che l’amministrazione di Montoro ha emesso ordinanze, decreti, scritto lettere, partecipato alle marce, ha convocato un Consiglio Comunale congiunto con il Comune di Solofra, nel quale, oltre alla normale “passerella”, avevano preso l’impegno di istituire una cabina di regia comune, ma tutto è rimasto fermo.

Gli sversamenti nel torrente continuano indisturbati, e del piano di caratterizzazione, e soprattutto della relativa bonifica dei pozzi, si sono perse le tracce.

Tutti questi atti sembrano ripercorrere quello che avviene nel capolavoro di Cervantes, il quale racconta che l’unico ad avere l’occasione di esercitare l’arte del comando è Sancho Panza, nominato per burla governatore dell’isola di Baratteria. Il meglio che resta da fare a Don Chisciotte è istruirlo sui modi in cui deve comportarsi nel nuovo incarico, un piccolo trattato politico pieno di “sagge” raccomandazioni, una di queste è:

non far tanti decreti, ma se li fai , guarda che siano giusti, e soprattutto che siano osservati ed eseguiti. Perché i decreti che non sono osservati, è lo stesso che se non esistessero; anzi, fanno credere che il principe che ebbe senno ed autorità per emanarli, non abbia poi avuto la forza necessaria per farli rispettare”.

Attenti, quindi all’annuncite.

Per Donchisciottismo si intende, la tendenza a battersi con coraggio ed entusiasmo per idee e ideali che non vengono valutati realisticamente e criticamente.

Un dizionario politico lo definisce, invece, come “atteggiamento spavaldo e vanaglorioso di chi vanta capacità rivoluzionarie e di lotta, ma è sostanzialmente impotente”. Questa impotenza, almeno su questa materia, mi ero permesso di sottolinearla in una intervista radiofonica in cui facevo riferimento che si combatteva contro un muro di gomma, ma fui rassicurato che con lui sarebbe stato diverso. Ad oggi, nulla è cambiato.

La mancanza di novità su questa materia è stata certificata anche in una nota dell’amministrazione del febbraio scorso, nella quale, su sollecitazione del Movimento politico di Sel-Montoro che chiedeva la convocazione della Commissione Ambiente per ricevere aggiornamenti sulla situazione ambientale del nostro territorio, il Presidente di suddetta commissione e il Sindaco, dichiaravano “che non appena saranno più chiari ed evidenti gli aspetti legati alla Bonifica ed al risanamento ambientale del comprensorio montorese-solofrano, sarà interesse e cura di questa Amministrazione convocare la commissione”.

Allo stato attuale la commissione non è stata convocata, e la situazione resta immutata.

asterix

Nell’opera di Cervantes, il fido scudiero Sancho Panza vede il nemico all’orizzonte e soccombe ancor prima di mostrare la spada, ma Don Chisciotte sa che immaginando un campo di battaglia, disponendo le forze a suo vantaggio e contagiando anche altri a vedere questa sua immaginazione, riuscirà a guadagnare qualche metro, è quello che ci auguriamo per la risoluzione di questo annoso problema.

L’importante, però, è capire che non si tratta di vedere dei mulini a vento e convincersi che sono dei giganti leggendari, ma decidere che i giganti sono meno invincibili se li si tratta da mulini a vento.

Bisogna però andare alla battaglia armati fino ai denti, altrimenti si rischia di fare la stessa fine che Cervantes fa fare a Don Chisciotte nella battaglia contro il leone.

Si racconta che Don Chisciotte, smantato da cavallo, imbracciò lo scudo e la spada, ma l’animale “non badando a ragazzate né a bravate, dopo aver guardato, come s’è detto di qua e di là, si rivoltò indietro, mostrò da lontano il deretano (sedere) a Don Chisciotte, e con gran flemma e lentezza tornò a sdraiarsi in fondo alla gabbia”.

Il TAR Campania condanna il Comune di Montoro e vanifica sensibilmente la riduzione della Tassa sui rifiuti per il 2016

logo_IUC_54_1981

Mi sembra opportuno ritornare sul tema delle aliquote comunali per la determinazione della tassazione locale. Nella seduta di Giunta Comunale del 22 febbraio scorso, sono state stabilite le aliquote, che determineranno poi la tassazione a carico dei contribuenti montoresi per l’anno 2016, per quanto riguarda l’IMU, la TASI, l’addizionale comunale IRPEF e la TARI (tassa sui rifiuti).

In merito alla TARI, vi è una notizia positiva e una negativa.

In questa seduta di Giunta, è stato approvato il PIANO FINANZIARIO ANNO 2016 RELATIVO AL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI, il quale, costituisce lo strumento attraverso cui i Comuni definiscono la propria strategia di gestione dei rifiuti urbani e individua i costi fissi ed i costi variabili inerenti al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, che determina il costo che poi sarà sostenuto dai cittadini, nella sua interezza, attraverso la TARI.

Dopo l’aumento del costo, di circa 50.000 euro, avvenuto con il piano finanziario 2015 rispetto a quello del 2014, per l’anno 2016 è stato confermato lo stesso costo in € 2.940.000 così come da delibera n. 47 del 22/02/2016. Pertanto, si conferma lo stesso costo nella gestione dei rifiuti urbani rispetto all’anno 2015,  nonostante ci sia stato una razionalizzazione del piano di raccolta che ha previsto, anche, la riduzione di un giorno della raccolta dei rifiuti indifferenziati.

 Il fatto positivo, però, è che quest’anno, si potrà beneficiare di una riduzione dei costi per euro 200.000,00 dovuto ai proventi ricavati dal riciclo dei rifiuti differenziati, e che da piano finanziario potrebbe comportare una riduzione della TARI, per le utenze domestiche in media del 6,5% e per le utenze non domestiche una riduzione media del 16.50%.

In definitiva, il costo della gestione dei rifiuti, si riduce da 2.940.000 euro a 2.740.000 euro per l’anno 2016.

Ho usato il condizionale non a caso, perché, ed è questo l’aspetto negativo, nella stessa delibera si prevede “che unitamente al Ruolo 2016 saranno riscossi dai Contribuenti ulteriori  125.000 euro, in esecuzione alla Sentenza TAR CAMPANIA n.239/2016 del 25.01.2016″, annullando quasi del tutto il vantaggio delle economie realizzate con il riciclo dei rifiuti.

Questa sentenza ha condannato il Comune di Montoro a recuperare 125.000 euro dai cittadini, perché l’amministrazione comunale ha approvato in ritardo le aliquote dei tributi locali dell’anno 2015, nello specifico li ha approvati in data 3 settembre 2015, “e quindi successivamente alla scadenza del termine imposto dalla legge per la determinazione delle aliquote e delle tariffe dei tributi locali, e che si individua in quello “fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione, ne consegue che le tariffe TARI oggetto della Delibera gravata, in quanto approvate oltre il termine perentorio del 30.07.2015, non sono applicabili con riferimento all’anno 2015″.

Quindi il vantaggio creato dai proventi derivanti dal riciclo dei rifiuti differenziati, quantificato in euro 200.000, viene sensibilmente ridotto per il recupero di 125.000 euro, dovuto al mancato rispetto dei termini di legge per la comunicazione al Ministero delle Economie e delle Finanze  delle aliquote e delle tariffe dei tributi locali riferite all’anno 2015.

Quindi, in definitiva, per l’anno 2016 si prospetta una riduzione della TARI a vantaggio dei cittadini di solo qualche euro.

Per quanto riguarda l’IMU e la TASI, questi due tributi sono stati eliminati per le abitazioni principali dal Governo Renzi, e rispetto allo scorso anno, che erano fissate dall’amministrazione comunale nella misura massima del 10,60 %, si sono ridotte al 10,30%, ricordando che nel 2016 colpiranno sono i contribuenti che sono proprietari di un’abitazione diversa da quella principale (sostanzialmente le seconde case).

La Giunta Comunale di Montoro, infine, ha confermato l’aliquota IRPEF dello 0,7% senza scaglioni, che permette un gettito di entrata nelle casse comunali di  1.000.000 euro, rispetto alla soglia massima consentita dalla legge dello 0,8%.

Link della sentenza:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=TWQPHMJEIYA3KAIZYXN6ABCEUA&q=

Scomparsa del dottore Forte: “vecchio saggio dal pensiero lento”

Forte

La scomparsa del dottore Giovanni Forte, segna anche la fine della storia della tradizione dei democratici cristiani di Montoro. In questi giorni, si sono succedute molte parole di commiato, che hanno messo in evidenza tutti gli aspetti del suo carattere mite e la sua capacità di analisi sempre lucida. Io, che lo conoscevo poco, sono stato sempre attratto ed ho sempre apprezzato una sua qualità, la lentezza nell’esprimere le sue idee, mi piacerebbe dire la sua “lentezza di pensiero”, sia che fosse un’intervista o un intervento ad un convegno o semplicemente un colloquio privato. Questo suo modo flemmatico, lo portava ad esprimere opinioni che non erano mai banali o idee mai obsolete, ma dava un senso vero ad ogni suo concetto o pensiero, era un continuo arricchirsi.

Montoro ha perso uno di quei “vecchi saggi”, che sono un porto sicuro soprattutto nei momenti di burrasca.

Era espressione della Democrazia Cristiana negli della cosiddetta Prima Repubblica, la quale, da alcuni, è stata rappresentata come espressione del vecchio, di una politica lenta, ingessata, riflessiva, alla continua ricerca del compromesso e non adeguata alla velocità di cambiamento di una società in evoluzione.

Oggi si ritiene, invece, che il nuovo vale più del vecchio ed il passaggio deve avvenire in modo repentino. La politica è chiamata ad essere veloce, dinamica, all’occorrenza frenetica.

Il dottore Forte era il contrario, soprattutto nel pensiero, perché, uso le parole di Marco Follini scritte nel suo libro Elogio della pazienza, “la politica ha bisogno di tempo. E’ lenta. E la democrazia, che è fatta di tante voci, tanti interessi, tanti conflitti, è particolarmente lenta. Cammina piano, non procede a passo di carica. Riflette, non improvvisa. Elabora. Cerca di convincere, non di incalzare, tanto meno di travolgere. Il suo ritmo è quello di milioni di persone che si muovono insieme, più che quello di corridori solitari che inseguono il primato. In una parola, la politica è un ballo lento”.

Ebbene, io personalmente penso che, il dottore Forte incarnava alla perfezione questo modo di procedere e di pensare della politica.

Oggi, se ci riflettiamo, ci vogliono far credere che corriamo, che le scelte vengono prese in modo immediato, repentino, ma poi ci accorgiamo che ci troviamo in un vortice che gira solo su se stesso, di scelte che vengono solo annunciate ma mai attuate, e troppe volte le cose restano come sono.

Le sue riflessioni mai improvvisate, lo hanno portato ad individuare prima degli altri la vera novità e innovazione della politica montorese: la fusione dei due comuni. Io, ho sentito parlare la prima volta di questo concetto da lui, negli studi di Telespazio 1, durante la mia giovanile frequentazione negli anni novanta. E ne parlava come slancio storico ed ideale, senza tener conto di calcoli di vantaggi economici e tantomeno di interessi politici o miseri tornaconti elettorali, che pure hanno caratterizzato la scelta successiva.

Telespazio 1, era l’altra grande intuizione che ha avuto per il nostro territorio. La costruzione e la crescita del tessuto sociale di una comunità, passa anche attraverso la libera informazione e il racconto appassionato di ciò che accade. Era quello, un luogo di scambio culturale di idee politiche e sociali che hanno portato un grosso arricchimento alla nostra comunità.

La morte annienta la persona ma fa emergere il ricordo.

Sommessamente inviterei a ricordare il dottore Forte, dal punto di vista politico, con quella “lentezza di pensiero”, così da favorire un ritorno alla politica che sia riflessione, condivisione, in cui si cerca di convincere e non di incalzare o travolgere, quella di “un ballo lento” collettivo e non solitario. Il contesto attuale, sembra, che abbia ridotto la politica ad una corsa all’apparire o a pubblicare selfie a trentadue denti, invece, dovrebbe esserci una corsa ad esprimere idee e una tensione per le proposte.

“Oggi, forse, pazienza e prudenza, misura ed equilibrio, sono le doti migliori che ci potremmo aspettare da chi ci governa”.

Con il terremoto del 1980 un mondo è finito, ma uno nuovo è nato dalle sue macerie

terremo

In questi giorni non mancano le manifestazioni ufficiali per celebrare solennemente, alla presenza delle autorità istituzionali, i trentacinque anni dal terremoto, che il 23 novembre 1980 devastò la nostra terra, con un’intensità superiore al 10° grado della scala Mercalli e un magnitudo pari a 6,9 della scala Richter. Una scossa interminabile, durata 90 secondi, fece tremare l’arco montuoso dell’Appennino meridionale, radendo al suolo decine di paesi dell’Irpinia e della Lucania e decimando le popolazioni locali.

Ancora oggi il ricordo di quella tragedia storica, suscita in chi l’ha vissuta sulla propria pelle emozioni assai forti e contrastanti, di sgomento e dolore, un profondo senso di sofferenza e turbamento, di inquietudine e rabbia.

È nitido e vivo il ricordo del boato che precedette la scossa, qualcosa di indescrivibile, paralizzante che non ci diede nemmeno il tempo di capire che cosa stesse succedendo. In un attimo tutto si trasformò in inferno, in angoscia, per poi lasciare il posto ad un terrificante silenzio.

Abbiamo assistito alla morte di un mondo, di un modo di vivere, quel terremoto ha segnato la fine di una civiltà aprendone una nuova.

Tutti dicono che è una data, quella del 23 novembre 1980, “spartiacque”, le nostre vite sono state sconvolte duramente, non solo sotto il profilo umano e psicologico, ma anche sul piano economico, sociale e culturale. Il terremoto ha stroncato migliaia di vite umane, ha stravolto intere comunità, ha segnato per sempre le coscienze e la sfera degli affetti più intimi.

Nei giorni successivi si sono vissuti sentimenti di dolore e di sconforto sia per il dramma delle vite spezzate ma, anche, per la distruzione della propria casa.

Distruggendo le case il terremoto ha distrutto l’identità delle persone, perché la “casa non è altro che il ritratto della coscienza di un uomo”, il luogo degli affetti, la rappresentazione urbanistica della sua visione della vita e del mondo. Perdendo la casa l’uomo perde la sua identità e il suo rifugio “sicuro”.

Ma accanto a questi sentimenti di terrore, si sono vissuti anche momenti di grande solidarietà umana, soprattutto dopo il forte grido di accusa del Presidente della Repubblica Sandro Pertini e della prima pagina del Mattino con quel titolo “FATE PRESTO”, che rappresentava meglio di tutto la pressante richiesta di aiuto che arrivava dalle zone colpite.

Infatti, come sostiene Paolo Mieli, “il vero personaggio-simbolo del dopo-terremoto fu l’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini. Fu, infatti, Pertini il primo a percepire, malgrado i ritardi nella comunicazione, quello che stava succedendo in Irpinia. E fu ancora Pertini il primo a presentarsi in televisione non solo per parlare del terremoto, ma soprattutto per puntare il dito accusatore (ed era la prima volta che questo accadeva da parte di un uomo all’apice delle istituzioni) contro un ceto politico e amministrativo, non soltanto locale, che appariva responsabile del mancato aiuto, nei giorni immediatamente successivi al terremoto”.

Per noi montoresi lo sgomento ed il terrore di quei giorni lontani, furono mitigati dalla solidarietà e dalla presenza serena e sincera della gente di Varese che, in punta di piedi, entrò nelle nostre vite, per non uscirne mai più.

Ma in quegli anni si diffuse anche un maggior senso di solidarietà, di unione, di vicinanza tra noi cittadini, si diffuse un maggior senso di attaccamento alla nostra terra, che ci ha permesso di superare quei drammatici momenti. Poi, tutto questo con gli anni si è diradato, dovuto anche alla trasformazione della nostra società, si è perso quel senso di vicinanza che ha portato ad un affievolirsi dei rapporti interpersonali e sociali.

Ma, penso, che oggi, ricordando quei tragici momenti dovremmo dire che dalle crisi, dagli eventi drammatici si può uscire, abbiamo la capacità di farcela e il metodo è proprio quello della coesione e del sentirsi appartenenti alla stessa comunità.

Per noi, cittadini di Montoro, si presenta in questo contesto storico, una nuova sfida, quella di ricostruire la nostra identità, di un comune unito a seguito della fusione delle due municipalità, avvenuta sul piano formale, ma da realizzare su quello sostanziale. Per questo abbiamo bisogno di un’amministrazione, che in modo sincero, ci faccia vivere un tempo di condivisione, di coesione, di nuove idee, che vanno oltre l’ordinarietà e l’apparenza, e che consentano la costruzione della nuova città e di uno sviluppo sostenibile. La necessità è quella di riunire il tessuto sociale di questo territorio, affinché si formi una comunità cosciente e orgogliosa di sé, unita e coesa verso il futuro, perché, come scrisse Walter Veltroni, “il futuro è l’unico tempo in cui possiamo andare”.

Con il terremoto del 1980 un mondo è finito, ma uno nuovo è nato dalle sue macerie.

Marcia contro l’inquinamento della Solofrana: lentamente stiamo morendo

solofrana-1

Lentamente stiamo morendo.

Questo è il grido di allarme che viene lanciato dagli organizzatori della marcia contro l’inquinamento del torrente Solofrana e del fiume Sarno. L’obiettivo è quello di marciare uniti per difendere l’ambiente e la salute dei cittadini.

Nella lettera di invito alla partecipazione, emergono dati allarmanti sullo stato di salute del fiume e dei suoi principali affluenti, Cavaiola e Solofrana. Inoltre, la presenza di tetracloroetilene è stata accertata non solo a Montoro, ma anche nel pozzo gestito dal Consorzio di Bonifica in località San Mauro a Nocera Inferiore, e si paventa il reale rischio di contaminazione per le sorgenti dell’acquedotto del Sarno, in quanto la falda di Solofra scorre in direzione di Montoro, Mercato San Severino, Castel San Giorgio e Sarno.

Un aspetto importante, che è opportuno ricordare, emerso anche nel rapporto annuale di Legambiente Campania, è che il fiume non nasce inquinato, ma subisce le aggressioni delle carenze del sistema fognario-depurativo che non copre tutti gli insediamenti abitativi, dell’agricoltura che usa fertilizzanti chimici e fitofarmaci, dell’industria che non tratta adeguatamente i propri scarichi idrici.

Una relazione dell’ARPAC sul monitoraggio delle acque superficiali del Fiume Sarno, presentata alla XII Commissione del Senato, conferma il profondo grado di sofferenza del fiume e il persistere di inquinamento da Cromo, che è stato rilevato anche dal monitoraggio di Goletta del Sarno.

Un dato agghiacciante è che abbiamo una mortalità, nelle aree del bacino idrografico del fiume Sarno, per patologie oncologiche doppia rispetto alla media nazionale.

La marcia deve essere intesa, quindi, come un atto d’amore verso il nostro territorio, verso il futuro dei nostri figli, un atto di riconoscenza nei confronti di quei cittadini e imprenditori che non inquinano, che non sversano abusivamente, che sono sensibili alle tematiche ambientali.

Deve essere un momento per ritrovarsi e camminare insieme cittadini e istituzioni, rappresentati del mondo associativo e politico, bambini e persone anziane, tutte accomunate dalla condivisione di un unico obiettivo, quello di fare presto a trovare e realizzare quelle azioni in grado evitare questo stato di cose.

La finalità deve essere quella non solo di avere un piano di caratterizzazione, certamente importante, in quanto si configura come uno step fondamentale per i successivi interventi di bonifica e ripristino ambientale dei luoghi, ma bisogna arrivare concretamente alla bonifica, al fine di ridurre i rischi per la salute umana.

Bisognerebbe chiedere di migliorare in qualità e quantità l’impiantistica esistente specifica del trattamento delle acque industriali, attraverso l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili. Bisogna, inoltre, intervenire e realizzare la bonifica della falda e dei suoli di quei siti inquinati che ancora oggi è ferma al palo.

Il traguardo è che la politica, soprattutto quella regionale, investa in politiche integrate sul Fiume Sarno attraverso la riqualificazione, interventi di rinaturalizzazione, di prevenzione e mitigazione del rischio e insieme di tutela degli ecosistemi.

Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, ci riguarda e ci tocca tutti, forti anche del messaggio che ha lanciato Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato Si, “se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali”.

Altrimenti non ci resta alternativa, perché lentamente muore il territorio, lentamente muore la nostra economia, lentamente muore la nostra salute e la cosa più drammatica è che lentamente si spegne il nostro futuro.

Rapporto Legambiente Campania: fiume Sarno e Solofrana sempre più inquinati

solofrana-1

È stato presentato il giorno 27 ottobre, a Sarno, il nuovo rapporto Goletta del Sarno, la campagna di monitoraggio delle acque del Fiume Sarno e del suo Bacino Idrografico inaugurata lo scorso anno, e che quest’anno raddoppia il numero e la tipologia di campionamenti, che sono stati effettuati nel mese di luglio 2015.

Si tratta di una campagna di monitoraggio del fiume Sarno promossa da Legambiente Campania. Goletta del Fiume Sarno effettua un’istantanea che non vuole sostituirsi né ai monitoraggi ufficiali delle Autorità di controllo né ai tanti studi scientifici sulle dinamiche dell’inquinamento del Fiume Sarno.

Questo dossier oltre a esporre i risultati del monitoraggio, ha l’intenzione di presentare, in maniera sintetica, un quadro d’insieme sul Bacino del Fiume Sarno. Il rapporto tiene conto anche di un recente studio dell’Università di Salerno, che analizza l’evoluzione dell’intero bacino del fiume con riferimento agli ultimi 60 anni e ha valutato lo stato della contaminazione. Il dossier quest’anno contiene, inoltre, una prima riflessione sull’agricoltura nel Bacino del Sarno e che rappresenta sia un fattore di pressione per il fiume che una risorsa da tutelare.

I parametri che sono stati presi in considerazione nel monitoraggio toccano diversi aspetti, indagando la qualità ecologica, chimico-fisica, microbiologica e aspetti legati ad un “uso” sostenibile del territorio

Nel D.lgs n°152 11/5/99, integrato e modificato dal D.lgs n° 258 18/8/00, e recepito dalla direttiva 91/271/CEE e dalla direttiva 91/676/CEE, era presente l’indice L.I.M.

Nel D.lgs. 152/2006, i nutrienti e l’ossigeno disciolto, ai fini della classificazione, vengono integrati in un singolo descrittore LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico) utilizzato per derivare la classe di qualità.

Per quanto riguarda la nostra area territoriale, i punti di campionamento sono stati la sorgente della Solofrana, in località Bacco del Comune di Solofra e in località Sala della frazione Torchiati del Comune di Montoro.

Si può notare dai dati, che mentre alla sorgente si ottiene un livello apprezzabile dell’acqua con l’indicatore “Elevato”, già al secondo punto di campionamento in località Sala della frazione Torchiati del Comune di Montoro, si ottiene un livello che è stato classificato “cattivo”, stesso livello dell’acqua che persiste fino a Pagani.

Pertanto, per quanto riguarda la Solofrana, dal rapporto si evince che tutti i punti successivi alla sorgente e che attraversa i comuni di Montoro, Mercato S. Severino, Roccapiemonte, Castel San Giorgio e Nocera Inferiore si è rilevata una classe di qualità del LIMeco attestata su “Cattivo”, ad eccezione del punto in località Pandola di Mercato San Severino che è risultato comunque “Scarso”. Si rileva per la Solofrana, nel suo complesso, un ulteriore peggioramento rispetto allo scorso anno.

Si deve evidenziare, quindi, che nonostante l’attenzione della politica locale, dei media, delle lettere, delle ordinanze, dell’introduzione nel nostro codice penale dei delitti ambientali, nell’ultimo anno si è avuto un peggioramento dell’inquinamento del torrente Solofrana, e pertanto continuano, indisturbati, gli sversamenti, da parte di criminali, di sostanze altamente pericolose.

Infatti, secondo questo studio, il grave grado di sofferenza del Fiume Sarno e dei suoi principali affluenti, tra cui la Solofrana, è dovuto alla presenza di scarichi di reflui urbani e industriali non adeguatamente depurati e dell’inquinamento dell’agricoltura, che ancora utilizza massicciamente prodotti chimici.

Questo apprezzabile rapporto, realizzato in totale autofinanziamento e con l’impegno volontario da parte delle associazioni, tra cui il Circolo Volontariato Legambiente “Soli Offerens” di Solofra, dovrebbe far riflettere sul fatto che, la nostra salute e quella delle future generazioni passa dalla qualità delle acque della Solofrana.

Tale rapporto mette in evidenza, inoltre, non solo il problema tetracloretilene che sta affliggendo le comunità di Solofra e Montoro, ma dà risalto alle numerose eccellenze agroalimentari conosciute in tutto il mondo e che rappresentano un patrimonio da tutelare, a cominciare dalla Cipolla Ramata di Montoro.

Penso che sia da condividere l’appello finale che lancia Legambiente, racchiuso nel fatto che “si confermano le criticità dello scorso anno e si rende ancora più urgente la realizzazione concreta di una politica integrata con il pieno coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, economici e sociali del territorio. Oltre alle urgenti riduzioni dei prelievi e dei carichi inquinanti attraverso la realizzazione delle infrastrutture pubbliche ed un reale impegno delle attività economiche, è necessaria una riqualificazione del corso d’acqua e una rinaturalizzazione delle sponde che non sia solo di corredo alle opere idrauliche impattanti, come nel caso del Grande Progetto Sarno e aumentare la resilienza del territorio agendo sul tema della impermeabilizzazione dei suoli realizzando Sistemi Urbani di Drenaggio Sostenibile”.

Attiviamoci tutti, perché la qualità della vita nel nostro territorio migliorerà solo quando si sarà posto fine a questo scempio.

In allegato il Rapporto:

dossier_sarno_2015

Questione Pinus Pinea alla frazione San Pietro: TUTTI SCONFITTI

pinotagliato

La vicenda dell’abbattimento del “Dio Pino” alla frazione San Pietro di Montoro segna una sconfitta di tutte le parti in causa.

È stato sconfitto il comitato spontaneo che si è costituito a difesa dello stesso, perché, nonostante gli sforzi, non è riuscito a far cambiare idea all’amministrazione, chiusa sulla sua posizione di non far svolgere ulteriori analisi.

È stata sconfitta l’amministrazione comunale perché in questa vicenda, come in altre, non è stata capace di coinvolgere e dialogare con i cittadini e si è chiusa su posizioni di arroganza degli atti amministrativi.

È stata sconfitta la Politica nella sua accezione più alta e più bella,  caratterizzata dalla partecipazione democratica e dalla coesione.

Sono stati sconfitti tutti quei consiglieri comunali che hanno preferito nascondersi dietro un silenzio assordante, soprattutto di chi doveva rappresentare con maggior forza le radici e la storia della propria area territoriale di appartenenza.

È stato sconfitto chi si è accorto, solo adesso, di avere mal riposto la propria fiducia in questa compagine elettorale.

È stata sconfitta la Città di Montoro, che perde uno dei suoi favolosi monumenti dal grande pregio paesaggistico ed ambientale.

Sono stati sconfitti tutti quei cittadini della frazione San Pietro, che hanno preferito far prevalere il disinteresse e intraprendere la strada più semplice di “salire il palazzo dell’indifferenza”, così da perdere l’occasione di scrollarsi di dosso L’antico Nomignolo, che ci viene attribuito alcune volte, di “sagliapalazzi”, che porta a preferire l’atteggiamento di sottomissione al potentato di turno col “fare buon viso a cattivo gioco”.

Siamo stati tutti sconfitti, per aver perso un testimone della nostra storia, delle nostre radici, della nostra cultura.

Questa sconfitta collettiva fa emergere una verità: la carie c’è, ma nel sistema democratico e politico della nascente città di Montoro.

Il vero senso del Flash Mob svoltosi alla frazione San Pietro di Montoro

image

Si è svolto nella serata di mercoledì scorso, per la prima volta a Montoro alla frazione San Pietro, un Flash Mob per ribadire la necessità di un maggiore dialogo e confronto sulla vicenda dell’abbattimento del pino secolare.
Un momento di aggregazione spontanea e civile per manifestare il senso di radicamento alle proprie radici e alla propria storia. Si chiede all’amministrazione comunale, inoltre, un approfondimento ulteriore di analisi sullo stato di salute dello stesso, così come sostenuto dai tecnici ai quali si sono rivolti i cittadini della frazione, supportati dai consiglieri Antonello Cerrato, Raffaele Citro e Luisa Montefusco, i quali hanno avuto, ulteriormente, la sensibilità di partecipare a tale manifestazione, insieme a tanti giovani e “cittadini” rappresentanti del Movimento 5 stelle di Montoro.
Se si allarga il campo di riflessione su questa manifestazione, caratterizzata da una organizzazione libera tra cittadini e diffusa con il passaparola sui social network, si coglie il vero elemento di novità per il nostro territorio. I cittadini montoresi vogliono avere una maggiore consapevolezza delle scelte amministrative, essere informati, partecipare, ricercare la soluzione alle problematiche della nostra terra. Questo segno di novità dovrebbe essere colto dalla politica locale, invece di chiudersi a riccio nel palazzo a passare in rassegna i profili dei social network di chi in modo libero esprime il proprio parere sull’azione amministrativa, o “invitare” alla non partecipazione a tali raduni.
Ovviamente si deve sperare che le questioni siano ampliate e che questa voglia di partecipazione e di consapevolezza deve essere allargata ai problemi dell’acqua, dell’inquinamento, dei trasporti, del coinvolgimento sociale.
La ricerca della verità in politica richiede sacrificio, comporta andare contro il sistema, esporsi in prima persona, schierarsi contro l’arroganza politica. E’ più facile nascondersi, rimanere in disparte, non partecipare, per poi lamentarsi che la nostra società non evolve. Di una cosa sono certo, che la politica sia essa svolta a livello nazionale, ma tanto più a livello locale, se stimolata, criticata, messa sotto pressione riesce a dare risultati migliori. Se, invece, lasciata ad amministrare da sola, indisturbata, senza la partecipazione dei cittadini produce i risultai peggiori.
Quindi bisognerebbe cogliere questo segno di maturità della società civile montorese, la quale chiede, sostanzialmente, che ci sia coinvolgimento e una partecipazione vera all’azione amministrativa e non solo di facciata, “tanto poi si fa quello che dico io”.
Che questa maggioranza consiliare vive tale problematica, è emersa in tutta la sua forza con la presa di posizione del consigliere di maggioranza Antonello Cerrato, il quale ha posto con determinazione tale questione, tanto da arrivare a prendersi una “pausa di riflessione” sul suo senso di appartenenza a tale gruppo consiliare.
Questi gruppi politici dovrebbero riflettere sul fatto che, le recenti manifestazioni sono la dimostrazione del crescente bisogno dei cittadini di essere ascoltati dai rappresentanti politici che hanno eletto e di influenzare l’esercizio del potere politico, anche nell’intervallo tra un’elezione e l’altra. E’ evidente che un’accresciuta e diretta partecipazione della cittadinanza al governo locale, può portare a sentirsi responsabilizzati e ad avere maggiore fiducia nel processo democratico.
Concludo con un pensiero di Bertrand Russell, che è rivolto a tutti noi al fine di essere cittadini consapevoli “Non smettete mai di protestare, non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.”
La politica ha bisogno di un cittadino che pensa, pone domande e pretende delle risposte.
Il politico a sua volta “non deve utilizzare il potere per sopprimere opinioni che ritiene dannose, perché così facendo saranno le opinioni a sopprimerlo”.

Il vero senso del Flash Mob alla frazione San Pietro di Montoro

image

Si è svolto nella serata di mercoledì scorso, per la prima volta a Montoro alla frazione San Pietro, un Flash Mob per ribadire la necessità di un maggiore dialogo e confronto sulla vicenda dell’abbattimento del pino secolare.
Un momento di aggregazione spontanea e civile per manifestare il senso di radicamento alle proprie radici e alla propria storia. Si chiede all’amministrazione comunale, inoltre, un approfondimento ulteriore di analisi sullo stato di salute dello stesso, così come sostenuto dai tecnici ai quali si sono rivolti i cittadini della frazione, supportati dai consiglieri Antonello Cerrato, Raffaele Citro e Luisa Montefusco, i quali hanno avuto, ulteriormente, la sensibilità di partecipare a tale manifestazione, insieme a tanti giovani e “cittadini” rappresentanti del Movimento 5 stelle di Montoro.
Se si allarga il campo di riflessione su questa manifestazione, caratterizzata da una organizzazione libera tra cittadini e diffusa con il passaparola sui social network, si coglie il vero elemento di novità per il nostro territorio. I cittadini montoresi vogliono avere una maggiore consapevolezza delle scelte amministrative, essere informati, partecipare, ricercare la soluzione alle problematiche della nostra terra. Questo segno di novità dovrebbe essere colto dalla politica locale, invece di chiudersi a riccio nel palazzo a passare in rassegna i profili dei social network di chi in modo libero esprime il proprio parere sull’azione amministrativa, o “invitare” alla non partecipazione a tali raduni.
Ovviamente si deve sperare che le questioni siano ampliate e che questa voglia di partecipazione e di consapevolezza deve essere allargata ai problemi dell’acqua, dell’inquinamento, dei trasporti, del coinvolgimento sociale.
La ricerca della verità in politica richiede sacrificio, comporta andare contro il sistema, esporsi in prima persona, schierarsi contro l’arroganza politica. E’ più facile nascondersi, rimanere in disparte, non partecipare, per poi lamentarsi che la nostra società non evolve. Di una cosa sono certo, che la politica sia essa svolta a livello nazionale, ma tanto più a livello locale, se stimolata, criticata, messa sotto pressione riesce a dare risultati migliori. Se, invece, lasciata ad amministrare da sola, indisturbata, senza la partecipazione dei cittadini produce i risultai peggiori.
Quindi bisognerebbe cogliere questo segno di maturità della società civile montorese, la quale chiede, sostanzialmente, che ci sia coinvolgimento e una partecipazione vera all’azione amministrativa e non solo di facciata, “tanto poi si fa quello che dico io”.
Che questa maggioranza consiliare vive tale problematica, è emersa in tutta la sua forza con la presa di posizione del consigliere di maggioranza Antonello Cerrato, il quale ha posto con determinazione tale questione, tanto da arrivare a prendersi una “pausa di riflessione” sul suo senso di appartenenza a tale gruppo consiliare.
Questi gruppi politici dovrebbero riflettere sul fatto che, le recenti manifestazioni sono la dimostrazione del crescente bisogno dei cittadini di essere ascoltati dai rappresentanti politici che hanno eletto e di influenzare l’esercizio del potere politico, anche nell’intervallo tra un’elezione e l’altra. E’ evidente che un’accresciuta e diretta partecipazione della cittadinanza al governo locale, può portare a sentirsi responsabilizzati e ad avere maggiore fiducia nel processo democratico.
Concludo con un pensiero di Bertrand Russell, che è rivolto a tutti noi al fine di essere cittadini consapevoli “Non smettete mai di protestare, non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare. Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.”
La politica ha bisogno di un cittadino che pensa, pone domande e pretende delle risposte.
Il politico a sua volta “non deve utilizzare il potere per sopprimere opinioni che ritiene dannose, perché così facendo saranno le opinioni a sopprimerlo”.

La Giunta Comunale di Montoro conferma le aliquote massime per TASI e IMU

logo_IUC_54_1981

Con le Delibere di Giunta Comunale n. 186, 187 e 188 del 17 luglio, l’amministrazione di Montoro ha approvato le aliquote TASI, IMU e addizionale comunale IRPEF, confermando quelle massime già applicate nel 2014,  avvalorando quanto scritto in una mia precedente nota, la quale faceva riferimento ad un avviso del Comune di Montoro, che dal tenore letterale dello stesso si poteva capire la conferma delle aliquote. Ma nonostante ciò, il Sindaco di Montoro, Mario Bianchino, riteneva che diffondessimo “notizie infondate da parte di qualche “informatore” non bene informato”.

La valutazione politica che mi sento di fare è che, nonostante l’impegno perso in campagna elettorale di ridurre il peso dell’imposizione della tassazione locale, anche per il 2015 questo obiettivo non viene raggiunto.

Ora abbiamo solo un’altra possibilità per essere smentiti, che il Consiglio Comunale possa apportare delle modifiche a quanto approvato dalla Giunta. Noi lo speriamo, ci sarebbe lo spazio, quanto meno, di introdurre per la TASI e per l’addizionale IRPEF degli scaglioni, al fine di tutelare le famiglie a basso reddito, così da alleviarne il peso fiscale. Un studio e un’analisi approfondita in questa direzione da parte dei consiglieri comunali, nella loro piena autonomia decisionale, si potrebbe auspicare. Altrimenti, anche per quest’anno, dobbiamo contribuire alle entrate comunali con queste aliquote.

Vi è da dire, ad onor del vero, che i trasferimenti che lo Stato centrale fa ai Comuni sono da diversi anni in costante diminuzione, tanto che per assicurare i servizi sul territorio i comuni sono “costretti” a tenere alta l’imposizione dei tributi locali, questa riduzione colpisce pure il nostro comune, ma lo si sapeva anche prima della campagna elettorale.

Per procedere ad una sostanziale riduzione dei tributi, si dovrebbe avere la capacità, soprattutto a seguito della fusione delle due municipalità, di procedere ad una migliore razionalizzazione della macchina e dei servizi amministrativi, trovando il giusto mix tra valore delle prestazioni rese alla collettività e imposizione tributaria, evitando gli sprechi, così da creare delle economie di scala tanto auspicate nella campagna referendaria. Tutto questo, però, presuppone anche una maggiore cultura dei cittadini ad avere la massima cura ed attenzione dei beni pubblici.

CONTENUTO DELLE DELIBERE

 La TASI copre il costo dei servizi indivisibili, che il Comune di Montoro individua in un ammontare complessivo di € 1.500.000,00 ripartito in : 200.000,00 €uro per il servizio di viabilità e manutenzione,  900,000,00 €uro per il servizio di pubblica illuminazione e, infine, in 400.000,00 €uro per il servizio di polizia municipale.

Nello specifico, la TASI sull’abitazione principale viene fissata al 2,5 per mille confermando “anche per l’anno 2015, il livello massimo di imposizione della TASI già previsto per l’anno 2014 al 2,5 per mille”, così come si può leggere anche nelle premesse della relativa delibera di Giunta.

I comuni avevano la possibilità di introdurre un’eventuale maggiorazione fino a un massimo dello 0,8 per mille (per un totale del 3,3 per mille) a patto, però, di aver previsto specifiche detrazioni per i proprietari in base al reddito, alla presenza di figli o al numero degli occupanti, che secondo le proiezioni fatte sul “Il Sole 24 ore” su una famiglia con una rendita media avrebbe portato ad un risparmio per la stessa rispetto all’aliquota del 2,5per mille.

 L’aliquota IMU per gli immobili diversi dall’abitazione principale comprese le aree edificabili è pari al 8,60 per mille oltre all’aliquota TASI del 2 per mille, così da raggiungere il massimo del 10,6 per mille, che è l’aliquota massima consentita dalla legge statale. Per i Terreni non edificabili l’aliquota IMU è stabilita nel 7,60 per mille. E’ assimilata all’abitazione principale l’unità e relative pertinenze concessa in comodato d’uso dal soggetto passivo dell’imposta a parenti in linea retta entro il primo grado (ovvero padre-figlio), purché utilizzata come abitazione principale. L’agevolazione opera limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di euro 500. Inoltre, il trattamento di favore riservato all’abitazione principale si stende anche alle pertinenze secondo le regole ordinarie, ovvero nella misura massima di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali previste C/6, C/2, C/7.

 L’addizionale comunale IRPEF è una imposta istituita nel 1998 e successivamente modificata tra il 1999 e il 2007, con articolazione in due aliquote distinte. La prima delle due componenti è relativa all’aliquota di compartecipazione dell’addizionale Irpef, ed è stabilita in misura uguale per tutti i Comuni: ogni anno il Ministero delle Finanze stabilisce la proporzione, senza gravare come aggiunta impositiva ulteriore rispetto all’Irpef. La seconda è relativa all’aliquota opzionale, stabilita dai singoli Comuni, e in grado di rappresentare un’aggiunta impositiva per i contribuenti rispetto a quanto già si paga a titolo di Irpef. L’aliquota viene stabilita da ogni Comune fino a un limite massimo dello 0,8%. L’Irpef è pagata da tutti i contribuenti, fatta eccezione per quelli che sono già soggetti alle imposte sui redditi delle persone giuridiche, a quelli che possiedono solo redditi esenti Irpef (o redditi soggetti a tassazione separata) e contribuenti che possiedono un reddito imponibile Irpef inferiore alle soglie minime contemplate.

La Giunta Comunale di Montoro ha confermato l’aliquota dello 0,7% senza scaglioni, che permette un gettito di entrata nelle casse comunali di € 1.000.000,00