Modalità di contabilizzazione ricavi AWP (slot), gestori ed esercenti operano in esenzione IVA

La società “terza incaricata”, svolge attività nel settore degli apparecchi da intrattenimento che erogano somme in denaro di cui all’articolo 110, comma 6, del TULPS, in qualità di gestore, che presta a favore dei Concessionari (operatori a cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno affidato la rete telematica del gioco lecito di cui all’art. 14-bis, comma 4 del DPR 640/1972) il servizio di raccolta delle somme giocate con gli apparecchi da intrattenimento.

Tale servizio rientra nel campo di applicazione dell’esenzione IVA disposta dal numero 6) dell’articolo 10 del DPR 633/1972. L’articolo 1, comma 497, della legge 30 dicembre 2004, n.311 ha, infatti stabilito che “l’esenzione di cui all’art.10, primo comma, numero 6) del DPR 633/1972 si applica alla raccolta delle giocate con gli apparecchi da intrattenimento di cui all’art. 110 comma 6 del TULPS, anche relativamente ai rapporti tra i concessionari della rete per la gestione telematica ed i terzi incaricati della raccolta stessa”.

Quanto sopra esposto è stato confermato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 13 maggio 2005 n.21, con la quale è stato, in particolare, precisato che l’esenzione esplica efficacia, “ in forza dell’art.1 comma 497 della legge n.311 del 2004, nei rapporti tra concessionario e terzi incaricati della raccolta delle giocate, cioè i rapporti che il concessionario instaura sia con l’esercente, sia con il c.d. gestore, ovvero con qualsiasi altro soggetto autorizzato dal concessionario alla raccolta delle giocate”.

Per quanto attiene all’obbligo di fatturazione delle operazioni esenti, l’articolo 21, comma 6 del DPR 633/1972 prevede che “la fattura emesse anche per le tipologie di operazioni sottoelencate e contiene, in luogo dell’ammontare dell’imposta, le seguenti annotazioni con l’eventuale indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale; … c) operazioni esenti di cui all’art. 10, eccetto quelle indicate al n.6

Pertanto, in base al tenere letterale della citata norma, le operazioni esenti di cui al numero 6 dell’art.10 del DPR 633/1972 non rientrano tra quelle per le quali deve essere emessa la fattura. Ne consegue che le suddette attività di raccolta delle somme giocate, svolte da terzi incaricati (gestore ed esercenti) a favore dei concessionari, sono operazioni escluse dall’obbligo di fatturazione. In altri termini, il gestore e l’esercente non sono tenuti ad emettere fattura per il servizio di raccolta delle giocate che esplicano a favore del concessionario.

Tale quadro normativo è stato ulteriormente confermato con la Circolare del 2014 denominata “Metodologia di controllo – sale giochi e biliardi”, emessa dalla Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate

In tale circolare è stato definitivamente precisato come il sistema di rilevazione contabile dei proventi debba fondarsi sul principio della ‘competenza economica’ (art. 109 Tuir), certificato dai rendiconti predisposti dai concessionari di rete, sulla base dei dati di raccolta rilevati periodicamente dalla lettura telematica degli apparecchi.
Nel quadro tipico, pertanto, il gestore di slot (raccoglitore), rileverà tra i ricavi di conto economico la sola propria quota di compensi contrattualmente prevista, mentre le ulteriori (ingenti) somme di denaro raccolte saranno iscritte in cassa (e banca) dell’attivo patrimoniale e, in contropartita, tra i debiti, con separata indicazione delle somme dovute al concessionario a titolo di Preu, canone di concessione e compenso del concessionario stesso, nonché delle quote di compensi di competenza degli esercenti. Il tutto come rilevato ad ogni ‘scassettamento’ presso i locali, e comprovato da appositi ‘verbali’ o distinte di incasso.

Al ricevimento dei rendiconti (con cadenza quindicinale) il gestore dovrà quindi rettificare gli importi rilevati nei propri registri contabili, per allineare i dati di raccolta per cassa con le letture telematiche fornite dal concessionario, in base al richiamato principio di competenza.

Gli esercenti iscriveranno tra i ricavi esclusivamente la propria quota di compensi ricevuta dal gestore, comprensiva di eventuali bonus o premi di raccolta, rettificando la stessa sempre sulla base dei rendiconti predisposti dal concessionario e trasmessi dal gestore.

Tale rettifica, potrà essere effettuata anche trimestralmente o quanto meno annualmente in chiusura di esercizio, sulla base del c.d. venticinquesimo rendiconto riepilogativo predisposto dal concessionario.

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