Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, agevolabili le attività che hanno il requisito della novità

A seguito della Risoluzione n.46/E del 22/06/2018, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che le attività ammesse al beneficio del Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo, debbono possedere il requisito della novità e del rischio finanziario, cioè è possibile finanziare anche le attività che hanno un insuccesso tecnico o economico.

L’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 (convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9), interamente sostituito dall’articolo 1, comma 35, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e successive modifiche, riconosce a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, “a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2020”, un credito di imposta commisurato alle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media  dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico del 27 maggio 2015 (di seguito decreto attuativo), sono state disciplinate le modalità attuative dell’agevolazione.

Sono ammesse al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca sviluppo:

  • lavori sperimentali teorici svolti, aventi quale principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  • ricerca pianificata indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di seguito indicati;
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Rientrano in tale tipologia di attività anche quelle destinate alla:
  • definizione concettuale, pianificazione e documentazione di nuovi prodotti,processi e servizi, compresa l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non destinati ad uso commerciale;
  • realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
  • produzione collaudo di prodottiprocessi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Sono agevolabili gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014 e fino a quello in corso al 31.12.2020(anni 2015 – 2020 per i soggetti solari). L’agevolazione spetta quindi per 6 periodi d’imposta, anche in caso di modifica all’ambito temporale dell’esercizio sociale (R.M. 9.10.2017, n. 121/E).

Ai fini della determinazione del credito d’imposta sono ammissibili i costi di competenza, ai sensi dell’art. 109, D.P.R. 917/1986, del periodo d’imposta di riferimento, direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, quali:

  • i costi relativi al personale impiegato in attività di ricerca e sviluppo (ivi inclusi i costi sostenuti per i contratti di somministrazione di lavoro; R.M. 19.7.2016, n. 55/E);
  • le spese relative a contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca e organismi equiparati, nonché con altre imprese, comprese le start up innovative, diverse da quelle che direttamente o indirettamente controllano l’impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa (cd. ricerca extra-muros);
  • le spese relative a competenze tecniche privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne;
  • le quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con il D.M. 31.12.1988, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a € 000 al netto dell’Iva.

A partire dall’ 1.1.2017, la misura del credito d’imposta è pari al 50% per tutti i costi, senza quindi più alcuna distinzione in base alla tipologia di costi (art. 1, co. 15, L. 232/2016).

L’aliquota del 50% si applica come già evidenziato alla differenza tra:

  • l’ammontare complessivo delle spese per investimenti in ricerca e sviluppo per il quale si intende accedere al beneficio;
  • la media aritmetica delle medesime spese realizzate nei tre periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione dell’agevolazione, vale a dire 2012, 2013, 2014 (ovvero nel minor periodo di riferimento in caso di imprese di nuova costituzione).

Il confronto va effettuato prendendo a riferimento le spese ammissibili sostenute nei periodi d’imposta rilevanti ai fini della media e le spese sostenute nel periodo d’imposta in relazione al quale si intende accedere al beneficio, a prescindere dalla circostanza che le spese sostenute nei periodi della media e quelle sostenute nel periodo in cui si intende beneficiare dell’agevolazione appartengano a categorie diverse tra quelle ammesse al credito d’imposta.

Il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo non essendo sottoposto ad alcuna istanza preventiva è utilizzabile esclusivamente e automaticamente in compensazione nel Modello F24 (codice tributo 6857), mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

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