Bilancio 2016. Crediti e Debiti rilevati con il Criterio del Costo Ammortizzato.

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Bilancio 2016

Crediti e Debiti rilevati con il Criterio del Costo Ammortizzato.

La formulazione del nuovo articolo 2426 comma 1 del Codice Civile, prevede che i crediti e i debiti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale. Tale criterio è stato anche approfondito dai principi contabili 15,19 e 20 del OIC.

Lo IAS 39 definisce il costo ammortizzato di un’attività/passività finanziaria come “il valore a cui è stata misurata al momento della rilevazione iniziale l’attività o la passività finanziaria al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dall’ammortamento complessivo utilizzando il criterio dell’interesse effettivo su qualsiasi differenza tra il valore iniziale e quello a scadenza, e dedotta qualsiasi riduzione (operata direttamente o attraverso l’uso di un accantonamento) a seguito di una riduzione di valore o di irrecuperabilità.

Il cambiamento ha un impatto anche sui costi accessori di un finanziamento, come i costi di istruttoria, le imposte, gli onorari e le commissioni pagate ad intermediari. In passato tali costi venivano differiti con l’uso dei risconti o con l’ammortamento se venivano capitalizzati nelle immobilizzazioni immateriali. Con la nuova disciplina non si può più rilevare il credito/debito al valore nominale.

Ad esempio in caso di ottenimento di un mutuo con commissioni iniziali, in tal caso il debito deve essere rilevato inizialmente al netto dei costi e delle spese di ottenimento del mutuo (costi di transazione), i quali devono essere ripartiti lungo tutta la durata del finanziamento a un tasso di interesse effettivo costante, che può essere calcolato con la funzione di Excel   TIR.X o TIR.COST (tasso interno di rendimento). Seguendo la periodicità contrattuale, devono essere rilevati gli interessi al tasso nominale, al quale va integrato la differenza determinata applicando il tasso effettivo, che incrementa il debito residuo.

Se ad esempio ci troviamo di fonte ad un credito commerciale che viene concesso con scadenza che supera i 12 mesi e senza interessi, emergendo una significativa differenza tra il tasso contrattuale (che nel nostro caso è 0) e il tasso di mercato, questo comporta l’iscrizione iniziale del credito al valore attualizzato dei flussi finanziari futuri derivanti dal credito (per determinarlo è possibile utilizzare la funzione di Excel VAN), e la differenza viene rilevata, al tasso effettivo, nel conto economico come provento finanziario, per la durata del contratto.

Il D. lgs. 139/2015 non prevede il costo ammortizzato per le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata e per le micro imprese. Queste tipologie di società devono indicare i crediti in base al valore di realizzo e i debiti al valore nominale.

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