Montoro e Area Vasta tra errori e prospettive

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In questi giorni si parla molto di Area Vasta.

L’amministrazione comunale di Montoro, in un primo momento ha scelto di aderire all’area Vasta di Avellino, il cui comune capofila è la Città Capoluogo e che a detta del suo primo cittadino, ha l’obiettivo di “ sviluppare il tema della Città Capoluogo di 130.000 abitanti”, con il rischio che il nostro territorio si potrebbe trovare ai margini di questa grande area urbana.

Successivamente, il Sindaco di Solofra è riuscito a mettere insieme i comuni dell’alta e bassa Valle dell’Irno, così da istituire l’Area Vasta dell’Irno, a cui ha aderito ulteriormente anche il Comune di Montoro.

Personalmente, penso che l’amministrazione Bianchino abbia commesso un errore nell’aderire a entrambe le aree, perché rischiamo di ricoprire un ruolo marginale ed essere ininfluenti in entrambe, oltre che sembra in contrasto con la filosofia che è alla base della programmazione 2014-2020. Un errore che è di valutazione, politico e programmatico.

Errore che ha evitato, ad esempio, il comune di Ariano Irpino che non ha aderito all’area del comune capoluogo e si è messo a capo del raggruppamento dei comuni dell’Ufita, del Calore, del Miscano e del Cervaro e ha costituito così l’Area Vasta dell’Ufita, con Ariano Irpino comune capofila.

L’amministrazione comunale di Montoro avrebbe dovuto essere lei il motore propulsivo dell’Area Vasta della Valle dell’Irno, per una serie di ragioni.

Innanzitutto perché più attinente alle nostre caratteristiche territoriali, inoltre perché dovevamo “giocarci” il ruolo di “comune capoluogo” di questa area, e principalmente perché doveva essere nostra la conduzione della progettazione per quanto riguarda le politiche di risanamento ambientale e di sviluppo, tanto decantate in campagna elettorale. Infine, perché negli ultimi anni, i nostri sindaci o loro delegati, hanno sempre ricoperto ruoli di leadership nell’ambito della Comunità Montana, comuni che sono ricompresi in questo accordo.

In questa circostanza non abbiamo fatto prevalere nemmeno il fatto di essere dimensionalmente più grandi, ci siamo dimenticati di essere il terzo comune della Provincia di Avellino, dimostrando che in politica, a volte, i numeri non contano, ma vale molto di più la capacità di avere idee e prospettive ed essere aggreganti introno ad un progetto.

Secondo il mio modesto parere, la nostra amministrazione, ha dimostrato scarso orientamento di lungimiranza politica e scarsa capacità di essere punto di raccordo tra enti, per immaginare e ricoprire un ruolo diverso nello sviluppo di questo territorio ampio. Molto probabilmente, il narcisismo politico-amministrativo e la presunzione di ritenere le proprie capacità superiori ed indiscutibili non ci porteranno lontano, così come ci insegna il racconto della mitologia classica.

“La programmazione 2014-2020 dei Fondi Europei individua nelle città e nelle Aree Urbane contigue i nodi e i poli di eccellenza territoriale, chiamandole ad assumere, nella stagione programmatoria 2014-2020, un ruolo propulsore dello sviluppo non solo per sé, ma anche e contestualmente per i territori di riferimento, guardando alle vocazioni ed opportunità locali, progettando e promuovendo reti di alleanze e di complementarietà con altri contesti nazionali ed europei”.

La peculiarità di questa programmazione dei Fondi Europei si basa su un’ottica diversa rispetto a quella passata, in quanto si vuole perseguire una competitività in chiave sovra-locale, attraverso logiche di integrazione delle sinergie locali, patti tra gli attori istituzionali, sociali ed economici tramite rete di alleanze tra territori. Quindi, una logica completamente diversa da quanto intende anche qualche nostro amministratore montorese, che per giustificare la scelta dell’adesione alle due aree, ha dichiarato che intendono prendere un po’ di fondi da entrambe le parti. Se seguiamo questo loro ragionamento, allora dovremmo aderire anche all’Area Vasta dell’Ufita ? Così possiamo attingere Fondi da tre aree?

L’area Vasta della Valle dell’Irno ha una grande opportunità, se saputa sfruttare, superando i campanilismi e guardando allo sviluppo di questo intero bacino.

Questa programmazione dovrà essere utilizzata per presentare progetti qualificanti e strategici, senza ridursi, come avvenuto in passato, ad una pedissequa e precisa divisione dei fondi tra i comuni partecipanti, e poi ognuno li spende in modo singolo senza prevedere una integrazione e uno sviluppo di sistema.

Le direttrici che dovrà prevedere, a mio avviso, la progettazione per l’Area Vasta della Valle dell’Irno, dovrebbero essere quello ambientale e dello sviluppo.

Il risanamento ambientale, partendo dalla bonifica della Solofrana dovrà essere una priorità, e stando anche alle dichiarazioni del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sarà sicuramente finanziato.

L’area relativa ai comuni tra Fisciano, Mercato San Severino e Montoro si caratterizza per esprimere realtà aziendali che sono leader nel settore del trasporto su gomma e dell’agroalimentare. Su questi settori dovrebbe concentrarsi la programmazione dei fondi 2014-2020, coinvolgendo in modo diretto gli imprenditori di queste importanti realtà. Un’opportunità, a ridosso di questi territori, potrebbe essere quella di sviluppare un polo logistico che possa essere da supporto e a servizio di questa tipologia di attività, creando così una serie di servizi necessari anche per la retroportualità di Salerno.

Per quanto riguarda il settore gastronomico/turistico.

Quando parliamo di turismo nella nostra area, come prima cosa, ci dobbiamo rendere conto che non abbiamo come risorsa né il mare né attrazioni storiche e culturali tali da poter attrarre flussi di massa di turisti, ma bisogna puntare su altro, sui prodotti di qualità che il nostro territorio ci offre.

Dovremmo essere più realisti, e considerare come obiettivo quello di conquistare quella nicchia di mercato che è rappresentata da quei viaggiatori e consumatori responsabili in cerca delle identità locali, i cosiddetti “turisti della domenica”. Oggi, si sta diffondendo la cultura del consumatore che cerca le antiche tradizioni culinarie, i prodotti locali ed è attento alla biodiversità. Sono rappresentati da tutti coloro che ricercano nel cibo, una esperienza che esalta gli odori e i sapori legati ad un territorio e alla capacità di chi li cucina, abbinandolo alla riscoperta di luoghi che hanno una storia, una cultura, delle tradizioni da raccontare e far “vivere”, e che per questi motivi sono fuori dai circuiti del turismo di massa. Dovremmo, in sostanza, “prenderli per la gola”, e successivamente, coinvolgendo le associazioni locali, proporre, alla fine dell’esperienza culinaria, una visita giudata alle nostre bellezze storico-paesaggistiche.

Questa programmazione 2014-2020, si configura come un nuovo modello di Governance urbano, volto a realizzare azioni strategiche dirette al riequilibrio socio-economico e al rilancio della competitività di questo intero territorio della Valle dell’Irno.

Sfruttiamo questa opportunità per cresce e svilupparci tutti insieme, mettendo da parte i singoli protagonismi, coinvolgendo le realtà sociali e imprenditoriali presenti.

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