Rapporto Legambiente Campania: fiume Sarno e Solofrana sempre più inquinati

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È stato presentato il giorno 27 ottobre, a Sarno, il nuovo rapporto Goletta del Sarno, la campagna di monitoraggio delle acque del Fiume Sarno e del suo Bacino Idrografico inaugurata lo scorso anno, e che quest’anno raddoppia il numero e la tipologia di campionamenti, che sono stati effettuati nel mese di luglio 2015.

Si tratta di una campagna di monitoraggio del fiume Sarno promossa da Legambiente Campania. Goletta del Fiume Sarno effettua un’istantanea che non vuole sostituirsi né ai monitoraggi ufficiali delle Autorità di controllo né ai tanti studi scientifici sulle dinamiche dell’inquinamento del Fiume Sarno.

Questo dossier oltre a esporre i risultati del monitoraggio, ha l’intenzione di presentare, in maniera sintetica, un quadro d’insieme sul Bacino del Fiume Sarno. Il rapporto tiene conto anche di un recente studio dell’Università di Salerno, che analizza l’evoluzione dell’intero bacino del fiume con riferimento agli ultimi 60 anni e ha valutato lo stato della contaminazione. Il dossier quest’anno contiene, inoltre, una prima riflessione sull’agricoltura nel Bacino del Sarno e che rappresenta sia un fattore di pressione per il fiume che una risorsa da tutelare.

I parametri che sono stati presi in considerazione nel monitoraggio toccano diversi aspetti, indagando la qualità ecologica, chimico-fisica, microbiologica e aspetti legati ad un “uso” sostenibile del territorio

Nel D.lgs n°152 11/5/99, integrato e modificato dal D.lgs n° 258 18/8/00, e recepito dalla direttiva 91/271/CEE e dalla direttiva 91/676/CEE, era presente l’indice L.I.M.

Nel D.lgs. 152/2006, i nutrienti e l’ossigeno disciolto, ai fini della classificazione, vengono integrati in un singolo descrittore LIMeco (Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico) utilizzato per derivare la classe di qualità.

Per quanto riguarda la nostra area territoriale, i punti di campionamento sono stati la sorgente della Solofrana, in località Bacco del Comune di Solofra e in località Sala della frazione Torchiati del Comune di Montoro.

Si può notare dai dati, che mentre alla sorgente si ottiene un livello apprezzabile dell’acqua con l’indicatore “Elevato”, già al secondo punto di campionamento in località Sala della frazione Torchiati del Comune di Montoro, si ottiene un livello che è stato classificato “cattivo”, stesso livello dell’acqua che persiste fino a Pagani.

Pertanto, per quanto riguarda la Solofrana, dal rapporto si evince che tutti i punti successivi alla sorgente e che attraversa i comuni di Montoro, Mercato S. Severino, Roccapiemonte, Castel San Giorgio e Nocera Inferiore si è rilevata una classe di qualità del LIMeco attestata su “Cattivo”, ad eccezione del punto in località Pandola di Mercato San Severino che è risultato comunque “Scarso”. Si rileva per la Solofrana, nel suo complesso, un ulteriore peggioramento rispetto allo scorso anno.

Si deve evidenziare, quindi, che nonostante l’attenzione della politica locale, dei media, delle lettere, delle ordinanze, dell’introduzione nel nostro codice penale dei delitti ambientali, nell’ultimo anno si è avuto un peggioramento dell’inquinamento del torrente Solofrana, e pertanto continuano, indisturbati, gli sversamenti, da parte di criminali, di sostanze altamente pericolose.

Infatti, secondo questo studio, il grave grado di sofferenza del Fiume Sarno e dei suoi principali affluenti, tra cui la Solofrana, è dovuto alla presenza di scarichi di reflui urbani e industriali non adeguatamente depurati e dell’inquinamento dell’agricoltura, che ancora utilizza massicciamente prodotti chimici.

Questo apprezzabile rapporto, realizzato in totale autofinanziamento e con l’impegno volontario da parte delle associazioni, tra cui il Circolo Volontariato Legambiente “Soli Offerens” di Solofra, dovrebbe far riflettere sul fatto che, la nostra salute e quella delle future generazioni passa dalla qualità delle acque della Solofrana.

Tale rapporto mette in evidenza, inoltre, non solo il problema tetracloretilene che sta affliggendo le comunità di Solofra e Montoro, ma dà risalto alle numerose eccellenze agroalimentari conosciute in tutto il mondo e che rappresentano un patrimonio da tutelare, a cominciare dalla Cipolla Ramata di Montoro.

Penso che sia da condividere l’appello finale che lancia Legambiente, racchiuso nel fatto che “si confermano le criticità dello scorso anno e si rende ancora più urgente la realizzazione concreta di una politica integrata con il pieno coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, economici e sociali del territorio. Oltre alle urgenti riduzioni dei prelievi e dei carichi inquinanti attraverso la realizzazione delle infrastrutture pubbliche ed un reale impegno delle attività economiche, è necessaria una riqualificazione del corso d’acqua e una rinaturalizzazione delle sponde che non sia solo di corredo alle opere idrauliche impattanti, come nel caso del Grande Progetto Sarno e aumentare la resilienza del territorio agendo sul tema della impermeabilizzazione dei suoli realizzando Sistemi Urbani di Drenaggio Sostenibile”.

Attiviamoci tutti, perché la qualità della vita nel nostro territorio migliorerà solo quando si sarà posto fine a questo scempio.

In allegato il Rapporto:

dossier_sarno_2015

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