Lina Brand s.r.l. vince il ricorso al TAR contro la chiusura del pozzo

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La LINA BRAND s.r.l. vince il ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale sezione di Salerno contro la Provincia di Avellino, il Comune di Montoro, la Regione Campania, l’ARPAC Campania e l’A.S.L. Avellino.

Ottiene, così, l’annullamento della nota prot. 30897 con cui la Provincia di Avellino ha comunicato che la “derivazione del pozzo della società ricorrente è da intendersi sospesa in attesa dell’attivazione della procedura ambientale prevista ovvero del rientro della contaminazione”.

I giudici amministrativi accolgono il ricorso della società LINA Brand e per il suo effetto annulla i provvedimenti impugnati.

Nel maggio scorso, a seguito di alcune analisi effettuate dall’ARPAC, furono riscontrati parametri chimici che superavano i valori previsti dalla vigente normativa, con particolare riferimento alla sostanza tetracloroetilene, tanto che anche il sindaco di Montoro emise un’ordinanza di chiusura del pozzo con divieto assoluto di utilizzazione, e quindi di prelevare acqua per qualsiasi scopo.

I giudici amministrativi ritengono che, considerando la disciplina di settore, e in particolare l’art. 243 del d .lgs. n. 152/2006, che espressamente si riferisce all’emungimento delle acque sotterranee, “si desume la fondatezza delle articolazioni difensive con le quali si evidenzia che è consentita la prosecuzione dell’emungimento pur in presenza di un fenomeno di inquinamento per il superamento dei valori di concentrazione soglia di rischio (CSR), ancorché in relazione ad un solo parametro, “deve essere valutata la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito”: con il che il provvedimento impugnato, nel disporre la sospensione ad horas dell’emungimento, risulta in contrasto con tale disciplina, tanto più che la ricorrente aveva già dato comunicazione all’Ente provinciale di aver realizzato, a proprie spese, un “impianto di filtrazione a carbone attivo granulare” allegando relazione tecnica illustrativa”.

In definitiva, i giudici ritengono, in base alla normativa in essere, che le Amministrazioni intimate hanno l’obbligo di valutare nel merito la possibilità tecnica di utilizzazione delle acque emunte nei cicli produttivi in esercizio nel sito.

Per correttezza si riporta questa notizia, considerando anche che questi provvedimenti hanno costretto l’azienda a trasferire la propria produzione del 2015 in altra unità produttiva lontana da Montoro.

DISPOSITIVO SENTENZA:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=4KFWZ42M5LZEIYGWRKSF4VGUCU&q=lina or brand

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