Il Consigliere De Giovanni con il voto sul bilancio si “reca a Canossa”

 
Andare a Canossa.
Questo è un modo di dire che significa implorare un perdono umiliante; essere costretti a chiedere scusa; fare atto di sottomissione totale.
Il fatto storico che ha determinato questo modo di dire, ha origine da un episodio avvenuto nella cittadina emiliana di Canossa il 25 dicembre del 1077. Ne fu protagonista l’imperatore Enrico IV che, colpito dalla scomunica di Papa Gregorio VII, si vide costretto a implorarne il ritiro, pena la perdita effettiva del suo potere. Il pontefice, che era ospite al castello di Canossa della contessa Matilde di Toscana, cugina e vassalla dell’imperatore, ma devota e fedele alla Chiesa, ritirò la scomunica solo per intercessione della nobildonna; tuttavia impose all’imperatore tre giorni di umiliante attesa, che questi dovette trascorrere in abito da penitente, a piedi nudi, nella neve, fuori delle porte del castello.
La stessa sorte di Enrico IV di recarsi a Canossa, sembra, simbolicamente, a mio personale parere, essere stata riservata al consigliere, almeno per ora, di minoranza Francesco De Giovanni, con la sua espressione di voto di astensione all’approvazione del bilancio di previsione e sulla determinazione delle aliquote IMU (per la quale ha votato a favore), TASI, TARI e addizionale IRPEF comunale, esprimendo, quindi, con tale posizione un avvicinamento alla maggioranza bianchiniana, nonostante sia stato ricoperto, per un anno, in modo umiliante, da veementi critiche sull’operato dell’amministrazione da lui guidata dell’ex Comune di Montoro Superiore, denigrando l’operato anche di coloro che insieme a lui hanno determinato le scelte che ha visto protagonista, peraltro, l’attuale amministrazione alle varie inaugurazioni, come lo sviluppo delle aree PIP, la messa in sicurezza di Aterrana, il progetto PIRAP, la riqualificazione del Campanile di San Pietro, i fondi sulla scuola, solo per citarne alcune.
Critiche che per giunta gli sono state ricordate, sia nella pubblicazione sul primo anno di vita amministrativa del Comune di Montoro per il quale è stato uno dei protagonisti che hanno consentito la fusione, sia nell’ultima seduta del Consiglio Comunale del 3 settembre scorso, nel quale lui ha espresso il suo voto di astensione sull’approvazione del bilancio di previsione, con la seguente dichiarazione che “rispetto alle critiche mosse lo scorso anno ci sono stati piccoli segnali, in particolare le esenzioni Imu e le detrazioni. L’imprinting di questa amministrazione comincia a vedersi, anche se sicuramente bisogna continuare a lavorare su diversi ambiti”.
L’atteggiamento di De Giovanni, era stato molto meno accomodante nella seduta di Consiglio Comunale di qualche mese fa, quella del 03 novembre 2014, in cui veniva approvato il bilancio di previsione 2014, nel quale dichiarava il proprio voto contrario.
Per onore di cronaca si deve far presente che anche per il 2015 sono state confermate le stesse aliquote dello scorso anno, che per IMU e TASI sono ai massimi consentiti dalla legge, e che le modifiche da lui sollecitate erano già applicate per i cittadini dell’ex Comune di Montoro Superiore, peraltro con aliquota TASI sulla prima casa più bassa di quella attuale.
Il bilancio di previsione è senza dubbio un documento contabile, ma anche e soprattutto politico.
In esso sono contenute tutte le spese e tutte le entrate che l’amministrazione comunale prevede per l’anno successivo.
In questo documento vanno indicate le spese da cui il comune non può prescindere (spese per il personale, riscaldamento, ecc…) e quelle che si possono definire “progettuali”, e che rappresentano delle scelte politiche. Queste ultime ci fanno capire la lungimiranza, la capacità o l’incapacità, la fantasia e il coraggio di chi amministra.
E’ qui che si vede la progettualità dell’amministrazione e la sua capacità di portare avanti le proprie idee.
Quindi, da un punto di vista politico, dare o meno il proprio voto ed eventualmente astenersi su questo documento rappresenta un momento importante, se si pensa al fatto che la mancata approvazione comporta l’immediato commissariamento del Comune. Questo voto di astensione del consigliere De Giovanni, sembra determinare un atteggiamento di avvicinamento alla visione programmatica, di questa maggioranza, che ha di Montoro per i prossimi anni.
E’ un atto politico che lo colloca, almeno per il momento, in una situazione di limbo, cioè intermedia, che lo raffigura con un piede in maggioranza ed un altro che resta all’opposizione. Ora bisogna capire se anche l’altro piede va in avanti o torna indietro. In tal caso, ci chiediamo, da un punto di vista di “geografia” politica del consiglio comunale, sta cambiando qualcosa ? e quali sono le forti motivazioni politiche che lo spingono al venir meno al mandato che gli ha affidato il corpo elettorale che lo ha collocato all’opposizione di questa compagnie governativa ?
Un dato incontrovertibile è che la minoranza consiliare si è divisa, infatti, gli altri componenti hanno tutti espresso il proprio voto contrario. Ora sarà il tempo a dirci se questa divisione, anche se riguarda soltanto una delle sue componenti, potrà presto rimarginarsi oppure no, e capire se e quanti vorranno “recarsi a Canossa”.

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