Festa patronale di San Pietro: riscoperta delle radici religiose e culturali

Cesare Pavese nel suo romanzo di maggior successo La luna e i falò, ripercorrendo con la memoria le vicende della propria infanzia, per riscoprire luoghi, odori, sapori, abitudini, volti, nel tentativo di trovare un senso alla propria esistenza, afferma: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.Con questo senso di attaccamento alle proprie tradizioni popolari e soprattutto religiose, si appresta ad avere inizio la festa dei Patroni SS. Apostoli Pietro e Paolo, alla frazione San Pietro di Montoro. 

Lo si può notare dal pullulare di iniziative che precedono i festeggiamenti, nell’infaticabile impegno dei componenti del comitato festa, nella gioia dei tanti che si prodigano nell’organizzazione della fiaccola della pace, dalla fede nella partecipazione alla novena di preparazione alle celebrazioni dei Santi Patroni, lo si percepisce nell’area “frizzante” che ricopre la frazione in attesa di vivere dei momenti di gioia e condivisione, legate alla tradizione religiosa e culturale della comunità, che coinvolge non solo la frazione San Pietro ma anche Caliano.

La data del 29 giugno, per chi è profondamente legato a questa comunità, rappresenta una data che dona, se non anche in misura maggiore, le stesse emozioni e gli stessi ricordi della propria data di nascita, è qualcosa che ti resta impressa e non si dimentica dovunque ognuno si trovi.

La festa “di San Pietro”, come comunemente chiamata, è il momento atteso da tutti, il giorno in cui tutti coloro che ne hanno la possibilità ritornano, il giorno in cui tutti dai più piccoli ai più anziani rivivono e si sentono legati al proprio paese, il giorno in cui tutta la famiglia, dopo aver partecipato alla Santa Messa, si riunisce, come le famiglie patriarcali di un tempo, introno alla tavola imbandita, per celebrare il rito, simbolo di unione, del pranzo. Poi tutti a partecipare alla solenne processione, la quale è l’evento centrale dei festeggiamenti. Tutto il paese è coinvolto, uomini, donne, bambini; tutti si rendono attivi alla partecipazione del rito religioso, dai portatori delle statue agli aderenti alle varie associazioni religiose che prendono parte in modo ordinato e sentito, per rendere omaggio e riconoscimento pubblico ai Santi Patroni.

Al termine della processione, introno alle 22, ha luogo l’elemento attrattivo dei festeggiamenti, l’ ”incendio del campanile”, quest’anno nella sua nuova veste restaurata, che forma il caratteristico trittico, il quale insieme al secolare pino, rappresenta la storia culturale e monumentale della frazione.

Il campanile, “addobbato” di fuochi, viene “incendiato”, quest’anno a ritmo musicale, in un tripudio di colori e luci pirotecniche, secondo l’antica tradizione che richiama migliaia di fedeli e turisti.

Il giorno 30, invece, vi è l’esibizione dei comici di Made in Sud.

Ed il giorno seguente, il 1 luglio, con la fine dei festeggiamenti, la nostra frazione sembra più triste e vuota, l’aria diventa malinconica, sembra di rivivere Leporadi nel suo passo

“A pensar come tutto al mondo passa,

E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito

Il dì festivo, ed al festivo il giorno

Volgar succede, e se ne porta il tempo

Ogni umano accidente”

ci sorregge solo il pensiero di poter rivivere le stesse emozioni l’anno successivo.

Per noi sanpietresi, la festa patronale, anche in questa società multimediale e tecnologica 2.0, rappresenta un momento di ritorno alle nostre origini, alla ricerca del legame delle proprie radici religiose e culturali, al sentimento profondo di attaccamento alla propria comunità, il tutto riesce ancora a tramandarsi di generazione in generazione.

Sono convinto, come affermava Cesare Pavese, che non siamo soli, perché nella gente di questa comunità, nella sua terra, nelle sue tradizioni popolari e religiose, c’è qualcosa di ognuno di noi che resta ad aspettarci.

Buona festa a tutti, con l’auspicio che San Pietro possa “spalancare a tutti le porte del Paradiso”, con le sue chiavi che stanno a significare che ognuno lo può raggiungere attraverso strade diverse, entrando attraverso la propria porta.

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