Il Comune di Montoro mette in vendita aree ex prefabbricati di Torchiati e Aterrana: silenzio di SEL

L’amministrazione comunale di Montoro, con bando pubblicato all’albo pretorio il giorno 20 giugno, pone in vendita tre lotti di terreno di aree che erano già oggetto di alloggi prefabbricati post sisma alle frazioni Torchiati e Aterrana.

Infatti, con Delibera di Consiglio Comunale del 3 marzo scorso, si deliberava di procedere all’alienazione delle 3 aree edificabili e precisamente:

– area estesa per mq. 5894 situata alla frazione Torchiati Via B. De Giovanni;

– area estesa per mq. 10.245 ex area prefabbricati via Subie frazione Torchiati;

– area estesa per mq. 3750 ex area prefabbricati Via Rispettina o Fontana frazione Aterrana

Tutto ciò si giustificava con il fatto che vi era la progressiva riduzione del sostegno dello Stato agli investimenti realizzati dagli Enti Locali e la necessità di individuare nuove forme di finanziamento, che ha portato l’amministrazione guidata dal Sindaco Mario Bianchino a dismettere queste tre aree a vocazione edificabile e destinate ad un’edilizia sociale convenzionata.

La procedura e il criterio di aggiudicazione sono quelli dell’asta pubblica mediante offerta in aumento rispetto agli importi posti a base di gara, che sono rispettivamente:

  • € 374.920,00 per il terreno alla Via Biagio De Giovanni Frazione Torchiati;
  • € 243.750,00 per il terreno alla Via Rispettina Frazione Aterrana;
  • € 665.295,00 per il terreno alla Via Subie Frazione Torchiati

L’offerta e i documenti dovranno essere consegnati presso l’ufficio protocollo alla frazione Piano entro le ore 12 del 27 luglio 2015.

Analizzando politicamente questi atti, ci viene da notare che nonostante ci sia una maggiore elasticità finanziaria a seguito della fusione dei comuni e si auspicava una maggiore razionalizzazione delle risorse, vi è comunque la necessità, così come sostenuto nelle premesse della delibera di Consiglio Comunale di dover dismettere queste tre aree, che Sinistra Ecologia e Libertà di Montoro sia nel 2011 che nel 2012 definì “gioielli di Famiglia”, “ove per Famiglia, a differenza di altri, intendiamo quella di tutti i Cittadini”.

Nei comunicati del luglio 2011 e di agosto 2012, SEL circolo di Montoro, all’epoca all’opposizione dell’amministrazione del Comune di Montoro Superiore, con il Consigliere Oscar Giannattasio, contestavano la scelta fatta dall’amministrazione De Giovanni di inserire questi terreni nel Piano di Alienazione, sostenendo che porre in vendita queste aree prima della redazione del nuovo strumento urbanistico era un danno per la comunità.

Questa è una tesi che si potrebbe sostenere con maggiore determinazione oggi, visto che si sono posti in essere tutti gli atti propedeutici alla realizzazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale. Può apparire una scelta inopportuna, quella di privare la comunità di questi terreni prima della nuova definizione dell’assetto territoriale, che porterà in queste aree sicuramente nuove costruzioni e ad un incremento di cemento, in quanto tali terreni sono classificati come zone di nuova urbanizzazione per insediamenti residenziali di tipo economico e popolare, pertanto, sono stati valutati e messi in vendita con questa finalità.

La vendita di questi terreni comporterà non solo, privare i progettisti del nuovo strumento urbanistico di immaginare uno sviluppo diverso per queste aree, ma fa accantonare all’amministrazione, almeno per il momento, l’ambizioso obiettivo di evitare un ulteriore consumo del suolo.

Ciò che a dire il vero sosteneva SEL, con il consigliere Oscar Giannattasio, i quali affermavano nel comunicato diffuso a luglio 2011 che “a Torchiati, con la ulteriore vendita dei suoli in località Subie il capoluogo del nostro Comune (all’epoca ex Comune di Montoro Superiore) dovrà dire definitivamente addio ai suoi sogni di gloria e di splendore” e “dopo aver lasciato all’abbandono e devastato il suo centro storico ora si vuole sostituire altro grigio cemento alle pietre e alla loro storia millenaria, vendendo anche i suoli di via Rispettina alla frazione Aterrana”.

Cosa peraltro sostenuta con maggiore determinazione anche nel 2012, quando all’epoca i due ex Comuni di Montoro Inferiore e Superiore, approvarono solo i Piani di Alienazione e Valorizzazione, senza procedere alla messa in vendita dei suoli. Infatti, SEL sosteneva che: “non si comprende come vada ad innestarsi sull’attuale quadro urbanistico comunale (o inter-comunale, in prospettiva della fusione) un documento che per avere fondamento sul piano finanziario può solo prevedere una nuova massiccia colata di cemento sul territorio, senza alcun riferimento alle reali esigenze abitative e di armonico sviluppo del tessuto abitativo” e pertanto “Più in generale Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che, così come elaborati, separatamente, i due Piani delle Alienazioni rischiano di portare, a medio termine, più svantaggi che benefici alle comunità montoresi, compromettendo in modo grave ogni prospettiva di programmazione alla futura Municipalità che si troverebbe con un territorio ancor più devastato e notevolmente impoverito di spazi pubblici su cui impostare un’urbanistica di qualità.”

Sembrerebbe che queste tesi, sostenute quando erano forza di opposizione, oggi che siedono a pieno titolo nei banchi della maggioranza consiliare e che si procede concretamente alla vendita di questi terreni, non siano più da sostenere, tanto è vero che si registra un’assordante silenzio di tale forza politica su questo argomento, sia con comunicati ufficiali sia in Consiglio Comunale. Per la cronaca, nella delibera citata del marzo scorso era assente il consigliere Giannattasio.

La valorizzazione dei beni pubblici, in questo caso portati in dote dall’ex Comune di Montoro Superiore, è certamente un obiettivo che deve essere perseguito dall’ente comunale, ma procedere nell’imminenza della discussione del nuovo strumento urbanistico sembra un atto che possa pregiudicare il futuro assetto del territorio, determinando una preclusione ad immaginare un profilo diverso per le frazioni di Torchiati ed Aterrana, senza peraltro coinvolgere nella discussione le forze sociali del territorio.

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