Polemiche a seguito del Consiglio Comunale di Montoro del 9 marzo

Continua ancora la polemica in merito all’ultimo Consiglio Comunale tenutosi lo scorso 9 marzo.

In tale seduta consiliare i gruppi di minoranza hanno deciso di abbandonare l’aula perché ritenevano che i consiglieri di maggioranza non fossero in grado di garantire il numero legale, avvalendosi di una loro prerogativa, pertanto affermavano nel loro comunicato che “al primo appello tenuto dal Presidente del Consiglio erano presenti soltanto in otto, da qui la decisione congiunta dei gruppi di minoranza di lasciare l’aula per fare emergere inequivocabilmente tale circostanza” inoltre, sempre i gruppi di minoranza sostenevano una “ferma condanna al Presidente del Consiglio Comunale che nell’occasione affermava a verbale cose non vere, giustificando l’assenza di un consigliere miracolosamente guarito ed apparso improvvisamente nel consiglio”.

Questo perché successivamente al primo appello, come sostenuto dalla minoranza, si presentava in aula la consigliera Sara D’Amore, che ad inizio seduta veniva dichiarata assente giustificata.
La replica dei gruppi di maggioranza non si è fatta attendere, i quali ritengono che “la verità è che in occasione dell’ultimo consiglio comunale, i gruppi di minoranza,hanno goffamente tentato di fare ostruzionismo abbandonando l’aula nella convinzione di far andare deserta la seduta di consiglio. Il gesto, il cui significato politico stentiamo a comprendere, ha messo in evidenza soltanto la scarsa conoscenza delle leggi e delle norme statutarie da parte della minoranza”
Vi è da precisare che il funzionamento dell’attuale Consiglio Comunale di Montoro è regolamentato ancora con le norme che sono contenute nello Statuto e regolamento dell’ex Comune di Montoro Inferiore, in tale documenti si disciplina che per la validità delle sedute è necessaria la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati per legge all’Ente, pertanto, nel caso specifico basterebbero 6 consiglieri comunali.
 
Cosa, peraltro, sostenuta correttamente nel comunicato diffuso dal Presidente del Consiglio, Carmela Diana, anche se aggiunge il riferimento al rispetto dell’art. 52 del D.lgs. 267/2000, Testo Unico Enti Locali, articolo che disciplina però la mozione di sfiducia, la quale, almeno nell’ordine del giorno pubblicamente diffuso, non era in discussione in quella seduta di Consiglio Comunale.
Inoltre, in tale ultimo comunicato, la presidente Diana afferma che per quanto riguarda alle accuse inerenti alla falsa dichiarazione sull’assenza della consigliera di maggioranza,  la presidente diffida i consiglieri di minoranza a ritirare immediatamente tale accusa e di scusarsi, altrimenti si riserva di intraprendere tutti gli atti di tutela” .
 
Pertanto ci potrebbe essere anche una continuazione, della querelle, che si sposterebbe dalla politica all’ambito giudiziario e questo certamente non è un bene per la normale dialettica politica.
Non avendo ancora letto gli atti dell’ultimo Consiglio Comunale, non possiamo esprimere giudizi né delle dichiarazioni né degli argomenti posti all’ordine del giorno e verbalizzati in tale seduta consiliare.
Si ritiene però necessario, che tale vivacità di discussioni e di comunicati, dovrebbe entrare nel merito dei problemi e degli argomenti che vengono trattati e non tanto su norme regolamentari e dichiarazioni che rientrano nella normalità delle discussioni politiche, evitando, quando è possibile, la diffida e  la minaccia di conseguenze legali.

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