Rapporto Caritas Diocesi di Salerno: aumenta la povertà 

Qualche settimana fa è stato presentato dalla Caritas Diocesana di Salerno, diretta da don Marco Russo, il rapporto sulle povertà e le risorse 2015, un dossier che fotografa lo stato della povertà e dell’indigenza della Diocesi di Salerno di cui Montoro fa parte.

Si tratta di un importante strumento “che aiuta a leggere le problematiche emergenti della povertà e a cercare di effettuare l’analisi dei bisogni rilevati sul territorio attraverso i Centri d’ascolto e le Caritas parrocchiali, strumenti privilegiati di incontro e di osservazione del disagio. Donne, immigrati, italiani disoccupati, sempre in aumento, tutti a rappresentare il loro bisogno insoluto di lavoro, che spesso li porta sull’orlo di una disperazione, palesata, però, a volte con estrema dignità”.

 

Quello che emerge da questo lavoro è una situazione preoccupante, infatti, ad oltre cinque anni dallo scoppio della crisi nazionale la diocesi ha visto cambiare il volto delle persone che frequentano i centri di ascolto e le Caritas parrocchiali. Si è registrato un aumentato delle richieste di aiuto per le necessità primarie. 

Occupati e pensionati, una volta estranei al disagio sociale, sono sempre più coinvolti dalla vulnerabilità economica. Si segnala un aumento della presenza degli italiani e delle richieste per necessità medico-farmaceutiche.

La distribuzione dei viveri è organizzata nella maggior parte delle parrocchie anche dove non c’è una Caritas strutturata.

Nei numeri viene evidenziato un fenomeno che è condannato all’invisibilità di chi non vuol vedere. Basta un licenziamento, una spesa imprevista, una separazione e si può finire nella spirale della povertà. Si tratta di gente comune travolta da situazioni negative che possono sopraggiungere a tutti, persone le cui abitudini di vita si sono scontrate con la incessante crisi economica e che li ha trascinati ai margini della società.

 

Anche nel nostro comune ci sono situazioni di disagio e continue richieste di aiuto sia alle parrocchie che all’ente comunale. In attesa che ci sia una maggiore coesione nell’attuazione di politiche sociali che siano in grado di porre una rete di sostegno alle situazioni di disagio, si potrebbe creare un coordinamento di tutte le attività che vengono poste in essere sia dalle parrocchie, sia dalle varie associazioni di volontariato e dall’ente comunale, il quale potrebbe essere il coordinatore, con i suoi organi sia politici che professionali, attraverso il lavoro delle assistenti sociali, al fine di creare delle attività  di sostegno che si basino sullo spirito di solidarietà della nostra comunità, favorendo le iniziative di raccolta di generi di prima necessità che preveda il coinvolgimento di tutti, dai singoli cittadini, alle associazioni che operano sul territorio.

 

Questi disagi formano un mosaico di persone al limite tra la dignità perduta e la voglia di riscatto di cui la comunità deve farsi carico, infatti, anche nel dossier presentato dalla Diocesi di Salerno, si evince che la risposta debba essere data dal bisogno di comunità.

 

Concludo proprio con l’invito che ci viene rivolto, “nella comunità cristiana, la prima relazione evangelizzante è il volersi bene, il prendersi cura gli uni degli altri, secondo quanto contenuto nelle parole di Gesù: “ Vi riconosceranno da come vi amerete”. Allora, solo un cambiamento di mentalità, che pensi in termini di priorità di tutti può generare una comunità cristiana in cui nessuno ne sia escluso e tutti se ne sentano parte viva e attiva. Dobbiamo sforzarci di creare sempre più, luoghi in cui si vivano gesti di carità attraverso rapporti personali e relazioni sincere”.

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